SERVIZI

Gamut srl è una società spin-off del Politecnico di Torino, che dal 2009 opera esclusivamente nel campo delle indagini geofisiche, tra cui quelle impiegate nell’ambito della valutazione del rischio bellico residuo, in ottemperanza alla direttiva tecnica, linee guida e comunicazioni del Ministero della Difesa (Comunicato del 03/05/2016 e Comunicato del 05/10/2017)

Abbiamo maturato competenze specifiche nella mappatura magnetica delle superfici, implementando soluzioni tecniche finalizzate alla restituzione di mappe ad alta risoluzione, mantenendo contemporaneamente alta produttività giornaliera.

I nostri sistemi multi-sonda ci permettono di campionare profili magnetici paralleli, con distanza reciproca inferiore a un metro ed elevata densità di punti di misura per metro di profilo. Siamo in grado di acquisire quotidianamente fino a 10 ettari di superficie e decine di milioni di punti di misura.

Questo ci permette di campionare e individuare anomalie magnetiche anche di piccole dimensioni, su cui successivamente svolgere elaborazioni di modellazione numerica, finalizzata alla stima della dimensione e della profondità del corpo ferroso.

L’acquisizione contestuale del dato GPS in modalità RTK consente la georeferenziazione dell’anomalia con precisione centimetrica.

A seguito della valutazione e interpretazione di ogni singola anomalia significativa, proponiamo l’eventuale approfondimento diagnostico mediante linee guida, finalizzata ad una stima più accurata della dimensione e della profondità del corpo ferroso.

In caso di impraticabilità del terreno, è possibile eseguire l’indagine magnetica da drone, ma generalmente con costi maggiori e risultati più scadenti. 

Focus: drone sì, ma anche no

L’esecuzione dell’indagine magnetica da superficie prevede che l’area sia accessibile, sgombra da qualsiasi ostacolo, e percorribile con un mezzo motorizzato (quad). La presenza di ostacoli, colture o fango può impedire l’esecuzione dell’indagine che deve essere condotta con strumenti che viaggiano a pochi dm da terra.

Qualora si rendesse necessario, Gamut può svolgere indagine magnetica da drone, che però è vittima di limitazioni intrinseche alla metodologia.

Il drone deve viaggiare, per motivi di propria sicurezza, ad almeno un paio di metri di altezza. Trovandosi quindi a maggiore distanza da eventuali corpi metallici sepolti, sarà meno sensibile rispetto ad una strumentazione analoga che operi da terra.

L’intensità del campo magnetico terrestre decade con il quadrato della distanza. Nell’ipotesi di avere un corpo sepolto a un metro di profondità, il drone misurerà necessariamente un’anomalia del campo magnetico terrestre con una sensibilità almeno quattro volte inferiore alla medesima sonda posta a terra. Per target più in profondità, il rischio è di non misurare alcuna anomalia.

A questo si aggiunge la scarsa autonomia delle batterie del drone, che implica la necessità di frequenti interruzioni per la loro sostituzione e l’impossibilità di avere una densità di punti di misura come nelle acquisizioni da terra.

Queste limitazioni portano alla produzione di mappe magnetiche di minore dettaglio e a un generale incremento dei costi.

Qualcosa sulla profondità di indagine

Impronta magnetica di un tondino di ferro da armatura, sepolto a circa 20 cm di profondità

L’indagine magnetica , essendo una metodologia passiva, non ha una limitazione sulla profondità massima di indagine, legata ad esempio alla potenza dello strumento. Si può tuttavia parlare di una profondità limite, oltre la quale un oggetto ferroso di una determinata dimensione può ancora essere individuato in superficie.

Un corpo ferroso sepolto dà un’impronta magnetica in superficie che è caratterizzata da un’ampiezza del segnale ricevuto (espresso nei gradiometri in nT/m – nanoTesla al metro) e da un’estensione planimetrica (quanti metri quadri occupa l’anomalia nella mappa magnetica).

Si possono sintetizzare quattro casi limite che permettono di comprendere qualitativamente il fenomeno:

  • Un corpo “piccolo” e superficiale produce un’anomalia intensa ma poco estesa
  • Un corpo “grande” e superficiale produce un’anomalia molto intensa ma relativamente poco estesa
  • Un corpo “grande” e profondo produce un’anomalia poco intensa ma molto estesa
  • Un corpo “piccolo” e profondo non verrà rilevato e la sua presenza si confonderà con il rumore di fondo. Questa evenienza è però poco rilevante nell’ottica della valutazione del rischio bellico residuo, perché è improbabile che un ordigno di piccole dimensioni (bomba a mano, munizioni…) possa essere stato sepolto a profondità significative

Sulla base di questi giudizi qualitativi e sulla base delle informazioni di letteratura sulla profondità di penetrazione media di colpi di artiglieria sui suoli italiani, si può affermare che gli ordigni residuati della Seconda Guerra Mondiale sono normalmente individuabili con indagini gradiometriche da superficie.

Per quanto riguarda le indagini georadar, la profondità di penetrazione del segnale è normalmente garantita nei primi metri di suolo, sebbene esista una significativa variabilità in funzione della granulometria e della conducibilità elettrica del suolo

Analisi storiografica e documentale

In ottemperanza alle linee guida linee guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi, Aprile 2017 e all’interpello n. 14 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 29 dicembre 2015, avente oggetto: art. 12, d.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni – risposta al quesito in merito alla bonifica preventiva degli ordigni bellici Gamut srl, è in grado di redigere un’accurata analisi storiografica e documentale, indispensabile per la valutazione del rischio bellico da parte del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP).

L’analisi storiografica prevede la raccolta di informazioni storiche sugli eventi bellici che hanno interessato la zona di indagine, sia per quanto riguarda i bombardamenti aerei che per le battaglie campali, nell’ottica di stimare la probabilità di rinvenimento di ordigni e la loro tipologia.

L’analisi storiografica è propedeutica all’analisi strumentale ed è uno strumento utile per l’interpretazione delle anomalie magnetiche. Grazie all’esperienza di Gamut, maturata in una decennale attività nel campo delle indagini indirette, possiamo prevedere quale tipo di ordigno e quindi la più probabile dimensione e profondità di rinvenimento.

In dettaglio, l’analisi storica si basa sulla ricerca delle seguenti fonti:

Fonti istituzionali

  • archivi militari contenenti gli esiti di bonifiche belliche sistematiche o occasionali già effettuate;
  • aerofototeche nazionali e locali;
  • archivi di Stato e archivi storici locali.

Altre notizie documentate

  • articoli di giornali e quotidiani, nazionali e locali;
  • monografie storiografiche.